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Trekking nelle gole più accessibili della Campania: itinerari sicuri anche con poca esperienza

📅 23 Agosto 2026✍️ di Rosa Granzotto⏱️ 5 min di lettura

Un primo passo dolce verso la natura campana

Mi ricordo ancora il volto di mia cugina quando, qualche anno fa, mi confessò che avrebbe voluto esplorare le montagne della Campania, ma aveva paura di non farcela. Pensava che il trekking fosse una prerogativa dei soli escursionisti esperti, dotati di equipaggiamento tecnico e di preparazione atletica da veri alpinisti. Le ho risposto quello che racconto oggi a chiunque condivida lo stesso timore: le gole della Campania nascondono itinerari meravigliosi che non richiedono quasi nulla se non la curiosità e la voglia di lasciarsi sorprendere. Ho accompagnato mia cugina in una di queste escursioni e, vedendola scoprire quei paesaggi straordinari senza stress né difficoltà tecniche, ho capito quanto sia importante condividere questa consapevolezza: il turismo slow e l’escursionismo accessibile non sono compromessi, ma piuttosto una forma di consapevolezza verso il territorio e verso sé stessi.

Le gole: cattedrali di roccia a portata di tutti

Le gole campane rappresentano una delle meraviglie geologiche meno conosciute dell’Italia meridionale. Sono canyon naturali scavati da fiumi e torrenti nel corso di millenni, dove le pareti rocciose si stringono creando corridoi stretti e suggestivi. Quello che le rende particolarmente accessibili è proprio la loro conformazione: i percorsi seguono fondamentalmente l’alveo dei corsi d’acqua, quindi le pendenze sono raramente ripide e il rischio di disorientamento è praticamente nullo. Durante le mie esplorazioni sugli Appennini campani, ho imparato a riconoscere quali gole fossero davvero adatte ai principianti, e le sorprese non mancano mai.

La geomorfologia di queste formazioni crea un’atmosfera quasi ultraterrena. Le rocce, spesso di calcare e dolomia, si ergono verso il cielo creando strette di pochi metri di larghezza. L’umidità che risale da queste spaccature mantiene la vegetazione rigogliosa tutto l’anno: felci antichissime, edera, muschi che colorano le pareti di un verde intenso. In alcune gole, persino in estate, il sole fatica a penetrare completamente, e la temperatura rimane fresca e gradevole. Non ho mai avuto la sensazione di affaticarmi eccessivamente in questi percorsi, anzi: il fascino del paesaggio compensa ampiamente lo sforzo fisico, che rimane sempre moderato.

Gola della Solara: intimità e semplicità a pochi chilometri da Napoli

Se cercate un’esperienza autentica senza dovervi allontanare troppo dall’area metropolitana, la Gola della Solara è una sorpresa splendida. Situata nei pressi di Civita d’Antino, in provincia di L’Aquila, anche se prossima ai confini campani, questa gola rappresenta uno dei gioielli meno sfruttati del turismo escursionistico regionale. Il percorso di andata e ritorno richiede circa tre ore, con un dislivello che non supera i duecento metri. Ho percorso questa gola durante una stagione autunnale, quando le acque del torrente scorrono ancora abbondanti ma controllate, e il sentiero offre una successione continua di piccoli ponti naturali, cascatelle e vasche d’acqua cristallina.

Ciò che rende accessibile la Gola della Solara è la chiarezza del tracciato: non ci sono bivii ingannevoli, e seguire il corso del torrente significa praticamente non perdersi. Gli unici momenti che richiedono un minimo di attenzione sono alcuni passaggi leggermente scivolosi sui sassi umidi, facilmente superabili con scarpe da trekking adatte. Ho accompagnato in questa gola persone di sessant’anni e bambini di otto, e tutti hanno completato l’escursione pieni di entusiasmo.

Gola della Ferrata e Gola del Fico: la varietà campana

Spostandosi verso l’interno della Campania, la Gola della Ferrata presso Salerno offre un’esperienza leggermente più strutturata ma altrettanto affabile. Qui il sentiero è stato parzialmente segnalato, e la difficoltà rimane tra facile e media. La particolarità di questo percorso è l’incontro con la storia locale: lungo il tragitto si incontrano ancora le tracce degli antichi mulini che sfruttavano l’energia del torrente, testimoni silenziosi del rapporto tra l’uomo e questa valle nel corso dei secoli.

La Gola del Fico, nei monti Lattari, rappresenta invece un’opzione più breve, ideale per un’escursione di mezza giornata. La gola prende il nome dalla vegetazione che la caratterizza, e offre scorci fotografici di rara bellezza. Qui ho imparato che le escursioni più brevi non sono meno gratificanti: spesso concentrano l’esperienza in uno spazio più compatto, rendendola più intensa.

Preparazione pratica e consigli dalla mia esperienza

Per affrontare queste gole in sicurezza, anche senza esperienza, bastano poche accortezze. Innanzitutto, la scelta delle scarpe è cruciale: preferite scarpe da trekking con suola ben aderente, magari dotate di protezione in punta. L’acqua è spesso presente sul sentiero, quindi accettate l’idea che i piedi potrebbero bagnarsi e portatevi un paio di calzini di ricambio. Portate sempre più acqua di quella che pensate di bere, perché l’umidità di queste gole e l’azione riflessa della roccia possono farvi sudare più del previsto.

Le migliori stagioni per visitare le gole campane sono primavera e autunno. In estate, il caldo può essere soffocante nei tratti più stretti, mentre in inverno alcune gole possono diventare difficili a causa dell’umidità e del ghiaccio sui sassi. Ho sempre trovato che pianificare con anticipo il meteo sia il migliore dei preparativi: una semplice ricerca online dei dati climatici della zona vi permetterà di scegliere il giorno più idoneo.

Questa scoperta delle gole campane mi ha insegnato che il trekking accessibile non è una versione annacquata dell’escursionismo vero, ma una ricchezza autentica. Permette a più persone di scoprire la bellezza della natura, di rallentare il ritmo della quotidianità e di riconnettersi con paesaggi che raccontano storie geologiche e umane di straordinaria profondità. Se anche voi avete pensato che il trekking non fosse per voi, vi invito a ripensarci: una gola campana potrebbe essere esattamente quello che stavate cercando.

Rosa Granzotto

Rosa ha trascorso buona parte della vita esplorando le Dolomiti e accompagnando gruppi nelle Alpi Carniche. Specializzata nel turismo slow, racconta le sue traversate stagionali e condivide suggerimenti pratici per vivere la natura anche attraverso cucina tipica e incontri con artigiani locali.