HomeConsigli pratici › Gestire il mal di schiena in cammino: esercizi e accorgimenti che aiutano subito
Consigli pratici

Gestire il mal di schiena in cammino: esercizi e accorgimenti che aiutano subito

📅 26 Agosto 2026✍️ di Francesca Maggiani⏱️ 4 min di lettura

Se il mal di schiena ti coglie in cammino, fai subito tre cose: accorcia il passo, attiva l’addome come se allacciassi una cintura, regola zaino e bastoncini. In molti casi basta questo per ridurre il dolore e proseguire sicuri.

Scrivo dai sentieri che attraversano borghi e faggete umbre: dieci anni di trekking, sei mesi in un rifugio alpino, e decine di escursionisti rimessi in marcia con semplici accorgimenti.

Cosa fare subito mentre cammini

Piccole correzioni, grande effetto. Agisci nell’ordine seguente.

  • Accorcia il passo: falcata più breve, cadenza regolare (circa 110–120 passi/min). Riduce lo stress su lombi e anche.
  • Attiva il core: immagina di tirare l’ombelico verso la colonna al 20–30% della forza. Respira in modo fluido.
  • Usa i bastoncini: gomiti vicini al tronco. Spingi leggero in salita, controlla l’impatto in discesa.
  • Allinea il tronco: sguardo orizzonte, spalle morbide, bacino neutro. Evita di inarcare la schiena per “scappare” dal dolore.
  • Distribuisci il carico: se hai acqua o cibo su un solo lato, riequilibra. Riporta pesi più compatti vicino alla schiena.
  • Scegli la linea di passo: su sterrato sconnesso, cammina dove l’appoggio è più stabile, anche se è mezzo metro fuori traccia.

Fermati 3 minuti: esercizi lampo

Sosta breve, zaino a terra. Pochi gesti mirati per decontrarre e ripartire.

  • Estensioni lombari in piedi: mani ai fianchi, spingi il bacino in avanti, petto aperto. 5–8 ripetizioni lente.
  • Pendolo del bacino: piedi alla larghezza delle anche, retro- e anteroversione lieve. 10 volte per “riaccendere” il controllo del core.
  • Apertura toracica con bastoncini: bastoncino dietro la schiena all’altezza dei gomiti, apri le spalle e inspira profondo. 5 respiri.
  • Affondo allungamento flessori dell’anca: un ginocchio avanti, bacino sotto le spalle, spingi dolce in avanti. 20–30 secondi per lato.
  • Mezzo squat controllato: mani su bastoncini come corrimano, 8–10 ripetizioni. Attiva glutei e scarica la zona lombare.

Se il dolore migliora camminando pochi minuti dopo questi esercizi, prosegui. Se peggiora subito o dà scosse alla gamba, riduci ritmo e programma rientro.

Zaino e bastoncini: regolazioni che salvano la schiena

La vestibilità conta più dei grammi.

  • Peso zaino: per uscite in giornata resta nel 10–15% del peso corporeo. Su più giorni, non superare circa il 20% se non sei allenato.
  • Schienale: regola l’altezza in modo che gli spallacci avvolgano senza “staccarsi” dietro la spalla.
  • Fascia lombare: portante, centrata sulle creste iliache. Chiudila prima degli spallacci, poi micro-regola.
  • Cinghie di richiamo carico: 30–45° d’inclinazione, tirate quanto basta a evitare che lo zaino ondeggi.
  • Cinturino pettorale: all’altezza del terzo medio del torace, solo per stabilità, non per scaricare peso.
  • Bastoncini: lunghezza a gomito 90° su piano. +5–10 cm in discesa, −5 cm in salita. Puntali dietro al piede per frenare, davanti per spinta moderata.

Nei lunghi cammini come la Via Francigena, queste micro-regolazioni fanno la differenza tra una tappa godibile e una trascinata.

Scarpe, terreno e ritmo

Il piede guida la schiena. Cura l’appoggio.

  • Allacciatura: più salda sull’avampiede in salita, più ferma su collo del piede in discesa (blocco a “gancio” se la scarpa lo consente).
  • Suola: disegno aggressivo su fango e aghifoglie, mescola più dura su roccia. Appoggio sicuro = meno compensi lombari.
  • Terreno inclinato: alterna i lati del sentiero per non tenere sempre lo stesso fianco “a valle”.
  • Ritmo: meglio costante che a strappi. Pausa breve e frequente batte pausa lunga e rara.

In aree montane come il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove i dislivelli sono continui, gestire cadenza e appoggio riduce gli stress ripetuti sulla colonna.

Prevenzione prima di partire

Tre mosse nei giorni e minuti che precedono l’uscita.

  • Allenamento mirato 2–3 volte a settimana: ponte glutei, plank breve ma di qualità, rematore con elastico. Bastano 10–12 minuti.
  • Prova zaino carico a casa: 30–40 minuti di cammino urbano a ritmo escursionistico per “tarare” spallacci e fascia.
  • Riscaldamento al parcheggio: 5 minuti di passo sciolto, 10 estensioni lombari leggere, 10 mezzi squat con bastoncini.

Idratazione: bevi a piccoli sorsi. In tappe oltre 2 ore, prevedi sali secondo sudorazione e meteo. Alimentazione: snack semplici e frequenti per evitare cali che irrigidiscono la postura.

Quando fermarsi e a chi rivolgersi

Interrompi l’attività e valuta assistenza se compaiono:

  • Dolore violento dopo scivolata o “colpo” con blocco del respiro.
  • Dolore che scende sotto il ginocchio con formicolio, debolezza o perdita di forza nel piede.
  • Incontinenza, febbre, perdita di sensibilità a sella, trauma diretto.

In caso di emergenza chiama il 112/118 e indica con precisione sentiero, quota e condizioni del gruppo. Per dolori persistenti oltre pochi giorni, confrontati con un professionista sanitario prima di riprendere carichi e dislivelli.

Il cammino resta alleato della schiena: con postura attiva, zaino regolato e pause intelligenti, la maggior parte dei malesseri si scioglie. È il modo in cui cammini, più che dove, a fare la differenza.

Francesca Maggiani

Amante dei boschi umbri, Francesca pratica trekking da oltre dieci anni e ha vissuto per sei mesi in un rifugio alpino, gestendo attività e accogliendo escursionisti. Racconta con entusiasmo i piccoli borghi italiani e le suggestioni dei cammini storici, sempre alla ricerca di percorsi meno battuti.