HomeDestinazioni › Trekking lungo il Sentiero degli Dei sulla Costiera Amalfitana: dritte per evitarne i tratti più affollati e scoprire angoli meno noti
Destinazioni

Trekking lungo il Sentiero degli Dei sulla Costiera Amalfitana: dritte per evitarne i tratti più affollati e scoprire angoli meno noti

📅 21 Agosto 2026✍️ di Paola Vezzani⏱️ 7 min di lettura

Il Sentiero degli Dei è uno dei percorsi più noti d’Europa: scenografia calcarea, terrazzamenti storici e continui affacci sul Tirreno. La sua fama comporta flussi intensi, specie tra primavera e fine estate. Questa guida, redatta con approccio tecnico e basata su ricognizioni sul campo e prassi CAI, illustra come evitare i tratti più affollati, scegliere varianti meno battute e pianificare la logistica con precisione.

Inquadramento tecnico del percorso principale

Il tracciato classico collega Bomerano (frazione di Agerola, circa 630 m s.l.m.) a Nocelle (frazione di Positano, circa 430–450 m s.l.m.) lungo 7–8 km. Il tempo medio, per un escursionista con passo costante, è 3:00–3:30 ore, con dislivello positivo 150–250 m e negativo 400–500 m, variabile a seconda delle microvarianti. La classificazione CAI ricade in E (escursionistico): fondo stretto e irregolare, gradoni in pietra, brevi traversi esposti ma non tecnici, assenza di corrimano continui.

Il percorso è in gran parte soleggiato, con poche fonti d’acqua affidabili sul tracciato; l’approvvigionamento va fatto a Bomerano o Nocelle. Nei mesi caldi la temperatura percepita aumenta per riverbero sulle pareti calcaree. I punti a maggiore densità di passaggio sono i belvederi prossimi a Colle Serra, le scalinate d’accesso da Praiano e il settore immediatamente precedente a Nocelle.

Secondo l’esperienza di Paola Vezzani, formatasi nella marcia alpina in Val di Susa e oggi attiva nell’organizzazione di itinerari tecnici, il controllo del ritmo e la scelta di finestre orarie a bassa pressione sono determinanti quanto la traccia GPS. Nel contesto tirrenico, l’escursionista attento adotta strategie di dispersione dei flussi simili a quelle usate nei valloni alpini turistici: partenze anticipate, varianti “alte” e accessi laterali.

Strategie concrete per evitare i tratti affollati

  • Orari: partenza entro le 7:30 da Bomerano o Nocelle, oppure dopo le 15:30 in stagione non calda. Il picco è 9:30–13:00.
  • Direzione inversa: da Nocelle verso Bomerano si intercetta un traffico decrescente già dalla tarda mattina. Richiede valutazione del rientro su bus.
  • Giorni feriali: martedì–giovedì sono mediamente meno congestionati di weekend e ponti.
  • Stagioni: marzo–metà maggio e fine settembre–novembre offrono flussi più gestibili; luglio–agosto sconsigliati nelle ore centrali.
  • Accessi secondari: evitare gli imbocchi più noti in orario turistico (piazza di Bomerano) scegliendo ingressi laterali segnalati a Paipo (Agerola) o dalle scalinate di Praiano prima delle 8:00.
  • Soste decentrate: sostituire i belvederi “cartolina” con balconate secondarie segnalate localmente, per esempio gli affacci rocciosi a ovest di Colle Serra, meno frequentati ma altrettanto scenici.

Varianti meno note e angoli laterali

Le varianti qui descritte restano nel perimetro dell’escursionismo E. Le distanze e i dislivelli sono stime medie, da verificare su cartografia 1:25.000 e segnaletica CAI in loco.

Variante Alta Bomerano–Santa Maria del Castello

Profilo: percorso “alto” che scorre sopra il tracciato classico, con viste ampie e affluenza ridotta. Tratti su cresta e pascoli rupestri, maggiore esposizione al vento, qualche saliscendi aggiuntivo.

Dati indicativi: 9–10 km; dislivello +450/–650 m; 4:00–4:30 ore. Segnavia bianco-rossi CAI e indicazioni locali “Sentiero Alto”. Raccordi per rientrare su Nocelle o per scendere a Santa Maria del Castello (frazione storica a sella, collegata a Positano e Vico Equense). È consigliabile con visibilità stabile; in foschia l’orientamento può essere meno immediato.

Praiano – Convento di San Domenico – Colle Serra – Nocelle

Profilo: accesso laterale dal mare con scalinate storiche e ampi tornanti nel bosco mediterraneo sino al Convento di San Domenico e a Colle Serra, punto di innesto sul Sentiero degli Dei. Lieve affollamento alle prime ore per chi sale a vedere l’alba, poi progressivo aumento.

Dati indicativi: 6–7 km fino all’innesto + 3–4 km su principale; dislivello complessivo +650/–300 m; 4:00–5:00 ore in funzione delle soste. Adatto a chi gestisce bene le scale: i gradini in pietra richiedono cadenza corta e attenzione alla fase di discesa.

Nocelle – Montepertuso – Positano (rientro decentrato)

Profilo: prosecuzione “fuori asse” rispetto alla direttrice classica, con gradoni scavati nella roccia e passaggi tra colombaie. Affluenza più bassa nel pomeriggio. Consente di chiudere a Positano evitando le concentrazioni di Nocelle nelle ore di punta.

Dati indicativi: 3–4 km; dislivello –450/–550 m; 1:30–2:00 ore. Richiede ginocchia allenate per le scalinate. Collegamenti SITA da Positano verso Amalfi e minibus locali per Nocelle.

Anello di Monte Tre Calli da Bomerano (alternativa di quota)

Profilo: itinerario panoramico sui Monti Lattari, marginale rispetto al Sentiero degli Dei ma complementare per chi cerca ampi spazi e silenzio. Dalla piazza di Bomerano si raggiunge la dorsale di Monte Tre Calli con vista su costiera e Golfo di Salerno.

Dati indicativi: 8–10 km; dislivello +500/–500 m; 3:30–4:00 ore. Fondo sassoso, tratti esposti al vento. Offre un “punto alto” utile a diluire la permanenza sulle sezioni più battute del classico.

Confronto sintetico delle opzioni

Tratto/Variante Km Dislivello Affluenza indicativa Criticità
Bomerano–Nocelle (classico) 7–8 +150/–500 m Alta 9:30–13:00 Esposizione solare, strettoie
Variante Alta 9–10 +450/–650 m Bassa–media Vento, orientamento in foschia
Praiano–Colle Serra–Nocelle 9–11 totali +650/–300 m Media al mattino Scalinate impegnative
Nocelle–Montepertuso–Positano 3–4 –450/–550 m Bassa pomeridiana Stress articolare in discesa

Logistica, sicurezza e quadro normativo

Trasporti: bus SITA Amalfi–Agerola (Bomerano) per l’accesso alto; minibus Nocelle–Positano per i raccordi bassi. Nei periodi di punta sono possibili attese: pianificare margini di 30–40 minuti e acquistare i biglietti prima di salire. Parcheggi a Bomerano limitati nelle ore di maggior flusso.

Cartografia e navigazione: portare mappa in scala 1:25.000 e traccia GPS offline su smartphone; “GPS” indica il sistema globale di posizionamento satellitare e, in ambiente mediterraneo, garantisce precisione sufficiente anche in valloni aperti. Verificare il segnavia bianco-rosso CAI a ogni bivio, specie sulle varianti.

Idratazione e termica: in estate prevedere 0,5–0,7 L/h d’acqua, cappello a tesa, crema 50+, occhiali UV. Primavera e autunno richiedono strato antivento leggero: la ventilazione su cresta può aumentare la dispersione di calore.

Calzature e fondo: scarponcini o scarpe da trail con suola scolpita; sconsigliate suole lisce. I sassi levigati in ombra possono risultare scivolosi dopo pioggia o condensa mattutina.

Emergenze: numero unico 112. Condividere orari di partenza/arrivo con un referente. Dotarsi di kit di primo soccorso e lampada frontale se si parte all’alba. I telefoni hanno copertura variabile tra Colle Serra e i valloni laterali.

Tutela ambientale: l’area ricade nel perimetro del Parco regionale dei Monti Lattari e in siti della Rete Natura 2000. Restare sul tracciato riduce l’erosione dei versanti terrazzati. Nelle giornate a rischio incendi, possibili chiusure temporanee con ordinanze comunali: consultare i canali della Protezione Civile regionale prima di partire. Rifiuti a rientro e rumore contenuto per non disturbare la fauna rupicola.

Itinerario operativo di mezza giornata (affollamento ridotto)

Obiettivo: coprire le sezioni panoramiche evitando picchi di flusso e massimizzando i punti sosta tranquilli.

  1. 06:50–07:20: arrivo a Bomerano, controllo acqua (almeno 1,5–2 L a persona) e partenza anticipata.
  2. 07:20–08:20: tratto Bomerano–Colle Serra a passo regolare, pause brevi su balconate secondarie prima del colle, evitando i punti più fotografati.
  3. 08:20–09:40: prosecuzione in direzione Nocelle mantenendo soste ombreggiate nei valloncelli, quando presenti. In alternativa, imbocco della Variante Alta se la visibilità è buona e il vento non è forte.
  4. 09:40–10:10: ingresso a Nocelle prima dell’onda di ritorno; rifornimento d’acqua e valutazione prolungamento verso Montepertuso–Positano se le ginocchia sono fresche.
  5. 10:10–11:30: discesa su Montepertuso e rientro a Positano, evitando le concentrazioni in risalita verso Nocelle. Rientro su bus SITA.

In caso di caldo marcato o vento teso in quota, restare sul tracciato principale ed accorciare le soste esposte.

Quando andare e che meteo attendersi

Primavera (marzo–metà maggio): fioriture e temperature miti; mattine limpide, pomeriggi con foschia. Affluenza medio-bassa eccetto festività.

Autunno (fine settembre–novembre): luce radente e mare spesso calmo; rischi di rovesci brevi e fondi scivolosi. Portare strato impermeabile leggero.

Estate: calore e irraggiamento elevati 10:30–16:00. Se si pianifica in questa finestra, partire all’alba e programmare soste in zone aerate. Evitare le ore centrali con allerta caldo.

Inverno: possibile vento forte e giornate corte; itinerario percorribile con tempo stabile. Il fondo ombroso resta umido più a lungo.

Note finali per una fruizione consapevole

Il Sentiero degli Dei offre eccellenza paesaggistica ma richiede scelte puntuali: orari, varianti “alte” o laterali, gestione delle scalinate e una logistica coerente con i trasporti pubblici. L’approccio metodico, tipico della formazione di Paola Vezzani tra Alpi e ambienti boschivi, qui si traduce in una sequenza semplice: anticipare, diramare, alleggerire. Con questa linea, anche nei periodi di massima notorietà, è possibile leggere la costiera con tempi propri e accedere a balconate e terrazzi agricoli meno frequentati, nel pieno rispetto del territorio.

Paola Vezzani

Paola ha iniziato con la marcia alpina in Val di Susa e oggi organizza percorsi guidati nel nord Italia. Ha trascorso un’estate vivendo in una yurta nei boschi friulani e usa spesso il kayak per raggiungere luoghi remoti da raccontare nei suoi articoli sul rapporto tra uomo e natura.