Passeggiate naturalistiche lungo la Via degli Dei tra Bologna e Firenze: tappe alternative, curiosità e vedute sorprendenti

Dalla pianura alla via storica: il percorso più affascinante
La Via degli Dei è uno dei tracciati escursionistici più celebri dell’Appennino centrale. Collega Bologna a Firenze in circa 120 chilometri, seguendo antichi sentieri che ricalcano le vie romane e medievali. Ma non tutti conoscono le alternative nascoste che regalano paesaggi altrettanto suggestivi con meno affollamento.
Percorrere questa rotta non è solo una sfida fisica: è immersione consapevole negli ecosistemi appenninici. Qui la tutela ambientale passa attraverso la scelta consapevole del trekker, che opta per sentieri poco battuti e strutture ricettive sostenibili.
Le tappe classiche e i loro dettagli nascosti
Bologna-Monterenzio: il primo respiro
I primi 20 chilometri risalgono verso le colline intorno a San Benedetto del Quercetola. La strada principale è trafficata, ma esiste un tracciato alternativo più a nord: attraversa boschi di castagno e raggiunge la Cascata del Rio Savignone.
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- Dislivello contenuto nei primi 10 km
- Ombra garantita fino a mezzogiorno
- Accesso a sorgenti naturali per rifornimento idrico
- Fauna: caprioli e picchi neri (segni dei loro artigli visibili sui castagni)
Monterenzio-Firenzuola: il nodo centrale
Questa tappa di 18 km rappresenta il cuore della Via degli Dei. Il rifugio storico del Passo della Collina (1.205 m) segna il culmine del percorso.
Curiosità naturalistica: intorno ai 1.100 metri inizia l’habitat della Foresta decidua appenninica, con dominanza di faggio. Da qui le vedute si aprono su valli parallele verso il Mugello.
Una deviazione poco conosciuta: il sentiero verso Castel dell’Alpe regala panorami a 360 gradi e riduce la folla della via principale. Aggiunge solo 3 km.
Firenzuola-Firenze: l’ultimo respiro
Ultimi 50 km, percorribili in 3-4 giorni. Il tratto più suggestivo tocca Bivigliano (820 m), borgo rurale ancora intatto.
Da qui il sentiero scende verso la Valle del Sieve. Le testimonianze di Civiltà etrusca sparse nel territorio ricordano l’importanza storica di questi passaggi montani.
Vedute sorprendenti fuori dalle mappe turistiche
Il balcone di Rasenna
Tra Firenzuola e Bivigliano esiste un punto panoramico poco segnalato: da Rasenna (970 m) lo sguardo spazia dalla catena del Falterona fino al crinale toscano. Il tramonto qui è spettacolare.
Accesso: deviazione di 2 km verso est dal sentiero principale, ben marcato con ometti di pietra.
La cascata del Sillico
Nel tratto Castel dell’Alpe-Bivigliano, un’altra diramazione riconducente verso nord rivela le cascate invernali del torrente Sillico. Accesso consigliato da novembre a marzo quando l’acqua è abbondante.
Il bosco dei carpini bianchi
Tra Monterenzio e il Passo della Collina, un bosco di carpino bianco rarissimo nell’Appennino bolognese accoglie l’escursionista. Licheni antichissimi ricoprono i tronchi: ambiente preservato da poche pressioni umane.
Come camminare in modo sostenibile
Scelte consapevoli
- Stagione ottimale: maggio-giugno e settembre-ottobre, fuori dal picco estivo
- Soste slow: preferire bivacchi e rifugi che operano con energia rinnovabile
- Zaino leggero: massimo 8-10 kg per minimizzare compattamento del suolo
- Rifiuti zero: raccogliere anche quelli altrui (pratica consigliata dagli Enti parco dell’Appennino)
- Orari serali: camminare al tramonto per evitare disturbi alla fauna selvatica diurna
Strutture consigliate
Scegli agriturismi biologici e ostelli in piccoli paesi. A Bivigliano, l’ospitalità rurale è ancora genuina; a Scarperia, un antico borgo medievale, troverai mense collettive che preparano piatti a km 0.
Curiosità storiche lungo il tracciato
La Via degli Dei ricalca il percorso delle vie consolari romane: la Flaminia Militare e successivamente la Strada degli Appennini medievale. I pellegrini verso Roma e Santiago la percorrevano per evitare il Valdarno controllato da bande di briganti.
Ritrovamenti archeologici frequenti: monete romane, frammenti di ceramica medievale, piccoli oratori rupestri abbandonati nei secoli XVI-XVII.
Tabella delle principali tappe alternative
| Tappa | Km | Dislivello | Valore naturalistico |
|---|---|---|---|
| Cascata del Savignone | 8 | +300 m | Fauna silvestre, acque incontaminate |
| Castel dell’Alpe | +3 | +200 m | Panorami 360°, rare specie vegetali |
| Balcone di Rasenna | +2 | +150 m | Vedute spettacolari, tramonto ideale |
| Bosco dei carpini | 6 | +180 m | Ecosistema raro, licheni antichi |
In sintesi:
La Via degli Dei regala ben più della rotta standard. Scopri le alternative, scegli l’escursionismo consapevole e lascia leggere impronte nel paesaggio appenninico. Ogni detour è un regalo che questo territorio storico riserva a chi sa cercare oltre la mappa.
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